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Perchè ancora le case di lavoro? Incontro online il 12 gennaio 2026, con la partecipazione del Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI

Gennaio 17, 2026

E’ DISPONIBILE LA REGISTRAZIONE VIDEO
https://youtu.be/b15FoEOJKWU

L’internamento in una Casa di lavoro o in una Colonia agricola è previsto nel nostro ordinamento come misura di sicurezza per autori di reato ritenuti dal giudice socialmente pericolosi, per lo più perché recidivi (è il caso dei c.d. delinquenti abituali, professionali o per tendenza). Si tratta nella realtà di un prolungamento della pena detentiva inflitta e già scontata, tanto più che la misura viene eseguita in sezioni apposite di Istituti penitenziari, nelle quali non è garantito un lavoro e un percorso rieducativo attraverso l’impegno produttivo, come la denominazione della misura darebbe a intendere. A partire dal 2014 la  misura – come tutte le misure di sicurezza detentive – ha finalmente una durata definita nel tempo: quella corrispondente al massimo della pena detentiva prevista dalla legge per il reato commesso.
Alla eliminazione di questa «istituzione che offende la Costituzione e che dovrebbe far
vergognare una democrazia», come sottolineato da Giulia Melani nel volume da lei curato sul tema, è principalmente finalizzata la proposta di legge dell’onorevole Riccardo Magi, presentata alla Camera nel febbraio 2022.

Il 12 gennaio, hanno discuss0  di questo tema il  Cardinale Matteo Zuppi,  Presidente della CEI e Arcivescovo di Bologna, Antonella Calcaterra, Avvocata del Foro di Milano e Roberta Elmi, volontaria nella casa di lavoro di Castelfranco Emilia. Modera  Claudia Pecorella, Ordinaria di Diritto penale all’Università di Milano Bicocca.

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