
Post del Comitato Direttivo
Anche per il Presidente, la forma resta sostanza
Senza voler essere irriverenti, è utile spendere qualche parola sul rispetto delle forme che la Costituzione assegna al Capo dello Stato per cercare di impedire gli effetti di comportamenti in qualche modo lesivi dei principi costituzionali. È così accaduto che anche per la promulgazione della nuova legge elettorale si confidasse più che altro nella mediazione posta in essere dal Presidente Mattarella prima dell’approvazione di questa legge per eliminare quelli che a suo giudizio erano i più macroscopici vizi di legittimità costituzionale, così da evitare il rinvio alle Camere per una nuova deliberazione. Si dice che questa “mossa presidenziale” avrebbe consentito l’entrata in vigore della legge in questione il prima possibile e ciò consentirà alla Corte costituzionale di pronunciarsi rapidamente sui numerosi dubbi di legittimità che sono oggetto di numerosi ricorsi che, passando per i tribunali, dovrebbero poi sfociare nella rimessione della questione di costituzionalità alla Consulta. Vedremo se sarà così e vedremo quel che sul punto decideranno prima i tribunali chiamati a sollevare la questione e poi la Corte nella valutazione nel merito dei vizi evidenziati. Non possiamo, tuttavia, nasconderci che il rinvio presidenziale delle leggi costituisce un rimedio che il Capo dello Stato deve, più che non agli organi di indirizzo politico, al Paese che ha il diritto di sapere quel che pensa il Presidente della Repubblica di un testo che certo non è frutto della sua prospettiva, ma che deve rispondere a requisiti di costituzionalità che, viceversa, il Capo dello Stato deve valutare a prescindere da ogni altra questione legata al suo rapporto con il Governo e con la stessa Corte costituzionale. Rinunciare a esercitare questo controllo priva la pubblica opinione della possibilità di conoscere il pensiero del Presidente su questioni che pure gli competono, non evita tuttavia lo scontro, sempre possibile, con gli organi di indirizzo politico, ma soprattutto esalta la mediazione presidenziale svolta direttamente con il Governo di cui nessuno saprà niente a meno di non servirsi dei retroscena che, inevitabilmente, qualcuno svela. Sarebbe bene evitare qualsiasi forma di moral suasion quando è possibile, e persino doveroso, esercitare controlli formali che servono a ricordare a tutti che al Quirinale agisce ed opera il custode della Costituzione e non della mediazione istituzionale a tutti i costi.