Post del Comitato Direttivo

Chi ha fatto la Rivoluzione, mal sopporta i tiranni…

Novembre 4, 2026

Visti dall’Europa, gli Stati Uniti sono un oggetto molto più misterioso di quanto non si è abituati a pensare. Se il loro stile di vita ci permea e ci influenza, se le loro tradizioni (Vostro Onore) ci sono diventate enormemente familiari attraverso la televisione ed il cinema, non di rado sembra che l’opinione pubblica del Vecchio Continente faccia fatica a comprendere appieno cosa accade al di là dell’Atlantico, divisa fra chi ne è profondamente attratto (è il caso dell’Italia) e chi, al contrario, mantiene una profonda diffidenza e un intatto senso di superiorità (forse, è il sentimento tipicamente francese).

Queste elezioni di Mid-Term ci confermano che interpretare la società americana “oggi e per sempre” è quasi impossibile. Si è urlato alla regressione democratica, al ritorno dei tiranni, alla coscienza di un popolo soggiogata dal tecno-capitalismo. E probabilmente si è trattato di denunce fondate su qualche fatto e su attitudini dispotiche certamente presenti.

Ma gli Stati Uniti sono congegnati per resistere e, per quanti milioni o miliardi possano essere spesi, c’è un attaccamento morboso del popolo americano alla sua libertà e ad una securitas (certo economica, ma che è in ultima istanza “esistenziale”) che anche questa volta non si è fatto soffocare, dopo che già una Corte Suprema, in poche ma assai rilevanti occasioni, aveva già resistito al deflagrare di una presidenza sin troppo esuberante.

Le elezioni di oggi ci confermano tutto ciò, con proporzioni che hanno effettivamente una portata storica: non solo il Texas, il cui ultimo senatore democratico fu eletto nel 1988, ma anche il Kansas, che dopo quasi un secolo elegge un senatore democratico (il precedente è del 1933). Anche il Mississipi non elegge un senatore repubblicano dal 1978 ed ora la sfida si gioca su poche manciate di voti, con una stasi che probabilmente durerà qualche giorno.

In quest’occasione, vale la pena rileggere i passaggi della Dichiarazione di Indipendenza:

«tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono stati dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili, che tra questi sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità […] allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati. […] Ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare tali fini, è diritto del popolo modificarla o abolirla, e creare un nuovo governo, che si fondi su quei principi e che abbia i propri poteri ordinati in quel modo che gli sembri più idoneo al raggiungimento della sua sicurezza e felicità […] Quando una lunga serie di abusi e di usurpazioni, invariabilmente diretti allo stesso oggetto, svela il disegno di assoggettarli a un duro dispotismo, è loro diritto, è loro dovere di abbattere un tale governo e di procurarsi nuove garanzie per la loro sicurezza futura».

Non servono molti commenti: d’altronde, è evidente come un popolo che ha fatto una rivoluzione mal sopporti i tiranni o coloro che provano ad essere tali.

Ce lo avevano già segnalato gli elettori francesi nel 2022 e nel 2024, interrompendo il fait majoritaire che aveva consentito a Macron di chiamarsi nientemeno che Jupiter. Oggi, la pronuncia degli statunitensi è ancora più netta.

Ultimi Aggiornamenti