
Riflessioni ad alta voce
Natalino Irti, un Maestro della scienza giuridica
Natalino Irti (Avezzano, 5 aprile 1936 – Roma, 11 giugno 2026)
di Valerio Pescatore*
È ancora troppo difficile, a pochi mesi dall’ultimo saluto, parlare di un Maestro che ha
inciso in modo profondo, col Suo esempio, la Sua personalità e la Sua costante
vicinanza, nei momenti lieti ed in quelli più bui, nella vita di tanti, non solo allievi.
Preferibile evitare l’aneddotica e i ricordi personali, per affidarsi al dato oggettivo di una
biografia straordinariamente densa, che attraversa in modo trasversale e con esemplare
continuità le ultime decadi della cultura giuridica e filosofica del Paese.
Nato ad Avezzano nel 1936, Natalino Irti ha compiuto i suoi studi universitari nella
Facoltà di Giurisprudenza della romana ‘Sapienza’; e nel 1959, guidato da Emilio Betti, si
è laureato discutendo una tesi su «Il concetto di ‘ragione’ nella logica del processo civile».
Conseguita la libera docenza nel 1965, nel 1968 è risultato il primo nella terna del
concorso a cattedra di Diritto civile, bandito l’anno precedente dall’Università di
Camerino e deciso dalla commissione giudicatrice, particolarmente autorevole, composta
da Mario Allara (che nel 1972 lo avrebbe poi voluto sulla cattedra di Istituzioni di diritto
privato nell’Università di Torino), Michele Giorgianni, Alberto Trabucchi, Luigi Cariota-
Ferrara e Rosario Nicolò.
Quale professore ordinario, Natalino Irti ha insegnato nelle Università di Sassari, Parma,
Perugia, Torino; e nel 1975 è stato chiamato dalla Facoltà di Giurisprudenza della
‘Sapienza’, ove ha negli anni insegnato Istituzioni diritto privato, Diritto civile e Teoria
generale del diritto.
Professore emerito di Diritto civile nella ‘Sapienza’, ha ideato e fondato, nel 1982, la
Facoltà di Giurisprudenza della LUISS – Libera Università Internazionale degli Studi
Sociali. Socio, dal 1995, dell’Accademia dei Lincei, è stato animatore e componente di
numerose altre accademie e sodalizi scientifici, anche stranieri; tra di essi l’Associazione
‘Passione civile con Valerio Onida’, di cui è Socio Benemerito.
Dal 2002 ha presieduto l’Istituto Italiano per gli Studi Storici, fondato a Napoli da
Benedetto Croce, che ha guidato per oltre venti anni con lungimirante passione e
dedizioni.
Ha ricoperto incarichi apicali in imprese di Stato, quale Presidente del Credito Italiano,
Vicepresidente di ENEL, consigliere di amministrazione dell’IRI – Istituto per la
Ricostruzione Industriale, e nei primi anni ’90 ha fatto parte del ‘Comitato per le
privatizzazioni’, istituito per gestire la fase di dismissione del patrimonio pubblico e la
riorganizzazione economica del Paese.
È stato altresì componente del Consiglio Nazionale Forense. Ha esercitato una intensa
attività forense, anche quale esperto e frequente componente di collegi arbitrali chiamati
a decidere controversie delicate e di significativo valore economico.
Ha promosso riviste, collane editoriali, ristampe di libri classici di diritto; direttore delle
principali riviste giuridiche privatistiche e di numerose riviste culturali. Con Pietro
Rescigno ha condiviso la collana “Studi di diritto civile” della Facoltà di Giurisprudenza della ‘Sapienza’; più di recente, con Massimo Cacciari, la collana “Krisis” de La Nave di Teseo.
La produzione scientifica, davvero unica per originalità, profondità e continuità, è
eccezionalmente ricca e multiforme: tra l’esordio di «Dal diritto civile al diritto agrario.
Momenti di storia giuridica francese» (Giuffrè, 1962), e l’ultimo «Sguardi nel sottosuolo» (La Nave
di Teseo, 2025), ha pubblicato decine di studi monografici, oltre trecento saggi;
numerose voci enciclopediche. Tra i suoi scritti più noti, capaci di suscitare la riflessione,
negli anni, di molteplici generazioni di studiosi, «L’età della decodificazione» (fin dalla prima
di quattro edizioni, nel 1979); gli «Studi sul formalismo negoziale» (pubblicati tra il 1969 ed il
1995 e raccolti in volume nel 1997), «L’ordine giuridico del mercato» (1998); il «Dialogo su
diritto e tecnica» con Emanuele Severino (2001); «Nichilismo giuridico» (2005); «Un diritto
incalcolabile» (2016).
Senza trascurare le intense collaborazioni con i principali quotidiani italiani (in specie
Corriere della sera e Il Sole 24 Ore), cui ha destinato gustose e mai banali riflessioni sui temi
di interesse più vario e generale.
Un intellettuale, che ha inciso per anni sul metodo e sui temi del dibattito giuridico e in
senso lato culturale, di cui è stato animatore costante, oltre che interprete lucidissimo ed
intransigente. Una personalità unica, che ha suscitato la profonda devozione e
l’ammirazione sincera di una larga cerchia di allievi, amici, estimatori.
- Professore ordinario di diritto privato, Università di Roma “La Sapienza”