La pagina dedicata ai diritti delle persone in carcere e, in particolare, all’attività dello Sportello giuridico del carcere di Bollate.
a cura di Claudia Pecorella
Un gradito ricordo di Valerio Onida a Bollate
Riceviamo e, con il consenso dell’autore, volentieri pubblichiamo questa bella testimonianza di Vladimiro Cislaghi
Gentile Associazione,
ho scoperto solo oggi, navigando su internet, l’esistenza della vostra associazione. È nell’intimità di un ricordo carico di gratitudine che desidero parlarvi del Professor Valerio Onida, una figura che ha lasciato in me un’impronta indelebile.
Ho avuto l’onore e la fortuna di conoscere il Professore durante il mio periodo di detenzione. In quell’occasione, ho partecipato attivamente allo sportello giuridico da lui curato, lavorando al suo fianco nella stesura delle istanze per i miei compagni detenuti.
Vederlo operare è stato per me un insegnamento di vita.
L’ho visto entrare in carcere con il suo sorriso vivo e malinconico quasi ogni sabato, a volte anche in settimana.
Ho avuto modo di conoscere da vicino la sua rara umiltà: la stessa che lo portava a riportare il diritto alla sua essenza più pura, quella del diritto naturale. La sua umiltà di uomo, riflesso della sua umiltà di giurista, restituiva la legge a sé stessa, per restituire gli uomini a se stessi.
Ha saputo guardare negli occhi gli uomini più disagiati, restituendo loro voce e dignità attraverso il diritto, vissuto non come fredda norma, ma come strumento di giustizia umana.
Il suo funerale è stato per me un momento di grande dolore, ma anche di profonda riflessione sulla grandezza della sua missione.
Con questa mail desidero rendere merito al suo operato e farvi sapere quanto il suo impegno abbia seminato speranza e umanità in contesti difficili come quello carcerario.
Il suo esempio resterà per me, e per molti altri, un punto di riferimento incancellabile.
Con profondo rispetto,
Vladimiro Cislaghi